Gianni Murano, presidente dell’Unem che riunisce le principali imprese operanti in Italia nei settori della raffinazione, della logistica, della distribuzione di prodotti petroliferi e nella ricerca e sviluppo di nuove soluzioni low carbon, dice che al Sole 24 Ore “gli aumenti registrati nei mercati internazionali non si sono ancora completamente trasferiti sui prezzi industriali italiani”. Il numero uno dell’associazione fa notare come dall’inizio degli attacchi, la benzina a livello internazionale sia aumentata di circa 26 centesimi di euro al litro e il gasolio di 30 centesimi “mentre gli aumenti del prezzo industriale (al netto delle tasse) sono stati rispettivamente di 22 e 31 centesimi”. Merito del settore, riconosce il presidente dell’Unem, “che ha assorbito parte degli incrementi internazionali. Un segnale che sta rispondendo in modo responsabile ai continui shock dettati dalla crisi cercando di minimizzare gli impatti sui consumatori meglio di altri Paesi europei”.
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