“Al di là di fare interventi mirati in contesti differenti, ci sono azioni preventive valide, dette ‘no regret’, cioè senza controindicazioni, che vanno messe in pratica” per creare un’agricoltura “a prova di clima” e “aumentare la resilienza del sistema”. Lo ha detto Nicola Colonna della divisione Biotecnologia e Agroindustria di Enea in audizione in commissione Industria e Agricoltura del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sugli effetti del cambiamento climatico in agricoltura. “Tra queste – ha aggiunto – aumentare la sostanza organica nei suoli e conservare le risorse genetiche per aumentare la biodiversità agricola, così da rispondere al clima che cambia”.
E’ necessario, poi, ha spiegato Colonna, “aumentare l’efficienza d’uso delle risorse, come acqua e nutrienti e approfondire le conoscenze genetiche e genomiche per adattare le colture”. Infine, ha detto l’esperto di Enea, “c’è un grande tema che coinvolge non solo l’agricoltura, ma tutto il sistema territoriale, che riguarda la capacità di aumentare la ricarica dei bacini e conservare acqua”. “Sono tutte azioni – ha concluso – che non hanno controindicazioni e sono risposte di prevenzione ai possibili danni di fenomeni più o meno intensi che potremmo osservare nei prossimi anni”.
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