“La tragedia sulle Alpi, in una montagna che conosco bene, è il risultato del riscaldamento globale indotto dall’uomo: i nostri amati ecosistemi — ghiacciai montani, foreste pluviali, aree umide, barriere coralline — sono in via di distruzione per la conseguenza diretta di folli comportamenti umani”. Così, intervistato da Repubblica Jeffrey Sachs, economista della Columbia di New York, per 15 anni direttore dell’Earth Institute e consulente dell’Onu per le tematiche ambientali. Il riscaldamento globale, ricorda, fino a pochi anni fa “è stato di 0,18 gradi centigradi per decennio”, ma ora “ha accelerato bruscamente raddoppiando la sua velocità: 0,36 gradi per ogni decennio”. Questo, spiega l’esperto, porterà al superamento “con larghissimo anticipo, dei limiti previsti dall’accordo di Parigi, che prevedevano la neutralità climatica entro il 2050: nulla di più lontano”. “Non ce la faremo mai”, dice Sachs a ridurre le emissioni di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990 perché “entro pochissimi anni, nei fatti, l’umanità supererà il limite superiore previsto dall’accordo di Parigi, che era di limitare ben al di sotto dei 2 gradi il riscaldamento medio globale rispetto al periodo preindustriale, puntando a un aumento massimo della temperatura pari a 1,5 gradi”. Ciò che sta accadendo, dice l’economista, è “la vera minaccia per l’umanità, quella per cui rischiamo tutti quanti l’estinzione”.
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