Il lavoro si ferma nelle ore più calde (dalle 12.30 alle 16) in settori come l’edilizia, l’agricoltura e il florovivaismo, è scattato con le Ordinanze in 13 regioni: Calabria, Puglia, Basilicata, Campania, Lazio, Molise, Sicilia, Sardegna, Abruzzo, Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Marche.. A breve dovrebbe aggiungersi il Piemonte. Del resto in Italia ogni anno ci sono oltre 4mila infortuni sul lavoro a causa del caldo: lo dice a Il Sole 24 Ore Marco Morabito, primo ricercatore del Cnr che coordina, insieme ad altri due ricercatori Inail, il progetto Worklimate 2.0. “Da maggio 2023 è partito il nuovo progetto Worklimate 2.0 – spiega Morabito – dove continuiamo a fare attività per indirizzare e favorire strumenti di prevenzione per contrastare l’esposizione ai rischi termici per chi lavora. Questa parte operativa del progetto ha avuto ricadute pratiche, nelle Ordinanze di molte regioni, nelle zone in cui la mappa del rischio individua un livello di rischio alto”.
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