“Nei prossimi giorni ci saranno precipitazioni abbondanti”. Lo dice Massimiliano Pasqui, climatologo e ricercatore dell’Istituto per la Bioeconomia del Cnr, in una intervista a Il Corriere della Sera. “La perturbazione atlantica interesserà soprattutto il Centro-Nord, con fenomeni localmente molto intensi, poi anche il Sud”, aggiunge. Per comprendere perché il maltempo possa diventare violento bisogna guardare al Mediterraneo: “È straordinariamente caldo rispetto alla norma», spiega, anche se “non ogni perturbazione diventerà un nubifragio, ma il calore del mare aumenta il rischio e l’effetto è più forte in autunno, poi si attenua; la sua influenza si protrarrà anche in inverno”. Pasqui guarda ai prossimi mesi e individua tre caratteristiche. “È molto probabile che le temperature siano complessivamente superiori alla media”, osserva, soprattutto nel Mediterraneo centro-occidentale e quindi in Italia. “Il freddo non scomparirà: masse d’aria dal Nord Atlantico o dal Nord Europa potranno arrivare, ma le fasi fredde dovrebbero essere più brevi e meno incisive di quelle miti. Nel bilancio stagionale, insomma, sarà probabilmente il caldo a prevalere”.
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