“Il sistema industriale del Nord Ovest ha mostrato una tenuta superiore alle attese nonostante la guerra in Ucraina, la perdita di mercati come Russia e Iran e una crisi dell’auto che ha colpito soprattutto la Germania. In Italia la contrazione della produzione è stata significativa, ma guardando agli ultimi trimestri il sistema ha retto. La sfida è gestire l’incertezza”. Così Gianfranco Carbonato, presidente e fondatore della multinazionale Prima Industrie. In nun colloquio con La Stampa spiega: “I dazi sono stati un problema perché hanno comportato costi in più per le imprese esportatrici. Ma dopo l’accordo con gli Usa al 15% la situazione è più gestibile. Il dollaro debole ha reso meno competitivi i prodotti europei negli Stati Uniti, ma la domanda americana resta molto forte, nella tecnologia e soprattutto dei data center. Per Prima Industrie gli Usa rappresentano il 30-35% del mercato e rimangono un motore di crescita, con margini tra i più elevati al mondo”. Carbonato aggiunge ancora: “L’Europa deve lavorare per costruire alternative competitive come sta facendo con i recenti accordi con i Paesi del Mercosur e l’India. Con gli Usa abbiamo relazioni consolidate e un mercato vivace, ma la concorrenza è feroce, soprattutto da parte della Cina che con piani quinquennali ha indirizzato investimenti in energie, batterie, laser e auto elettriche, sostenendo la produzione con incentivi che hanno creato capacità produttive in eccesso e prezzi al basso. La strategia vincente per il Nord Ovest è puntare su qualità, automazione e integrazione di sistemi, cercando al contempo di rimanere competitivi sui costi”.
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