“La sentenza della Corte Suprema americana sui dazi (è un esempio di chiarezza, semplicità e concisione) ha rilevanti conseguenze economiche e politiche, anche se in parte ancora incerte. Cominciamo con quelle economiche”. Lo scrive Carlo Cottarelli, economista ed ex direttore del dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale, in un suo intervento su Il Corriere della Sera. ” La Corte ha dichiarato incostituzionali i dazi che Trump ha introdotto ricorrendo a una legge del 1977 (l’Ieepa) che dà al presidente il potere di ‘regolare … le importazioni’ in caso di emergenza. La Corte ha concluso che tale generico termine non può includere l’introduzione di tasse sui contribuenti americani, che, senza una delega esplicita, solo il Congresso può approvare. Il che conferma una cosa ovvia: i dazi sono tasse pagate dagli americani, non soldi che fluiscono dal resto del mondo£, si legge ancora.
Cottarelli poi sottolinea che “Trump ora ha introdotto, appellandosi alla Sezione 122 del Trade Act del 1972, dazi del 15% (il livello massimo consentito da tale legge) verso tutti i Paesi, quindi anche l’Ue. Ma li può tenere solo per 5 mesi a meno di una conferma del Congresso. Resta quindi una notevole incertezza che non può far bene all’economia americana e mondiale”. E ancora: “Riguardo all’economia americana, i dati pubblicati giorni fa sono stati letti in modo più pessimistico del dovuto: la crescita del Pil nell’ultimo trimestre del 2025 (a un tasso annualizzato dell’1,4%) ha sofferto della chiusura del governo federale per un mese e mezzo: senza questa la crescita sarebbe stata del 2,4%. Ma nel complesso del 2025 il Pil è cresciuto solo del 2,2%, contro tassi vicino al 3% degli anni precedenti. E i conti pubblici restano un problema”. E poi le conseguenze politiche: ” La Corte Suprema ha ribadito che il presidente, nel suo ruolo di titolare del potere esecutivo ex art.2 della Costituzione, non può interpretare le leggi a suo piacere. Ci sono limiti che deve rispettare. Si potrà dire che alla fine Trump utilizzerà altri strumenti legali per portare avanti la guerra dei dazi, ma aveva utilizzato l’Ieepa perché, nella sua interpretazione, consentiva di fare cose (alzare a piacere i dazi a qualunque livello, per una durata illimitata e, essenzialmente, senza una precisa motivazione se non quella di porre pressione su altri Paesi) che altre leggi non consentono”.
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