“Non sarà la fine della vicenda dei dazi, ma di sicuro è una svolta importantissima: ora Trump dovrà chiedere il sostegno del Congresso dove però il clima è cambiato in modo sostanziale”. Lo dice Robert Wescott ex consigliere per l’economia internazionale di Bill Clinton all’epoca del grande lancio della globalizzazione e della massima apertura delle frontiere commerciali. Per lui, come confessa a Repubblica, Trump sta perdendo consenso: “All’inizio della presidenza, non più di cinque mesi fa, non c’era un solo parlamentare repubblicano disposto a dire una parola contro Trump. Un po’ per compiacenza, un po’ per genuina curiosità. E visto che ha la maggioranza di entrambi i rami lui si sentiva blindato. Ma il suo personalismo, la sua erraticità e arroganza, hanno aperto gli occhi a molti perfino della sua parte”. E ancora: “C’è stato anche il tempo di verificare la portata negativa in termini di crescita, inflazione, insomma stiamo sfiorando la recessione per colpa dei dazi, senza contare i rapporti compromessi praticamente con tutto il mondo.
Tutto ciò non poteva non influenzare i congressisti: oggi molti repubblicani sono diventati contrari ai dazi, altro che maggioranza. I parlamentari sono anche molto sensibili ai sondaggi di opinione pubblica: l’81% degli americani sono contrari ai dazi”.
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