“Per un Paese esportatore come l’Italia qualsiasi aumento dei dazi non è positivo. La tariffa del 15% si somma alla rilevante svalutazione del dollaro sull’euro, un ulteriore costo per l’export europeo negli Usa”. Così Antonio Gozzi, presidente di Federacciai. In un colloquio con il Corriere della Sera sostiene che, purt con tariffe al 50% per acciaio e alluminio, “l’esposizione dell’Italia è quasi nulla. Dopo l’entrata in vigore del dazio del 25% nel 2018, l’export italiano di acciaio negli Usa è sceso da quasi un milione di tonnellate all’anno a circa 200 mila, meno dell’1% della produzione nazionale”. Gozzi però scorge un altro pericolo: “Vedendo il mercato americano precluso dai dazi, i produttori di acciaio e alluminio cinesi e di altri Paesi asiatici potrebbero riversarsi in massa in Europa, il mercato più aperto del mondo”. E ancora: “L’Ue deve anzitutto rimuovere i dazi interni che danneggiano la competitività delle sue imprese”.
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