Donald Trump torna alla carica sui dazi, ma questa volta con una base giuridica diversa. Lo riporta il Corriere della Sera, sottolineando come il rappresentante al Commercio Jamieson Greer ha annunciato l’avvio di una procedura per imporre tariffe dal 10% al 12,5% su merci provenienti da 60 Paesi, motivandole con il mancato contrasto al lavoro forzato nelle catene di approvvigionamento globali. Nel mirino ci sono, tra gli altri, Ue, Giappone, Regno Unito, Brasile e Canada. La mossa arriva dopo che i dazi al 15% imposti da Trump nel 2025, annunciati con la retorica del «liberation day», sono stati dichiarati illegali dalla Corte Suprema per abuso del potere esecutivo. Da allora la Casa Bianca ha mantenuto tariffe provvisorie in scadenza a fine giugno, cercando una nuova copertura normativa. Le aliquote proposte sono due: 10% per Ue, Messico, Argentina, Taiwan e Regno Unito; 12,5% per Cina, Australia, Corea del Sud, Giappone e Brasile. Con esenzioni per carne bovina, caffè e frutta secca, oltre ai prodotti canadesi e messicani coperti dall’accordo Usmca.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli…
La Macedonia del Nord è interessata a collaborare con la Russia nei settori dell’energia, dell’agricoltura,…
Borse asiatiche positive nel primo giorno della settimana. L'indice giapponese Nikkei ha chiuso a +2,02%,…
Voal il prezzo del gas lanciando forti inquietudini sull'inverno che è quasi alle porte. Questa…
Calano i metalli preziosi. A inizio settimana l'oro è in ribasso dello 0,96% con una…
"Il piano Europeo è il trionfo della burocrazia: niente innovazione e aziende frenate dalle regole.…