Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel pieno di un’offensiva commerciale globale, ha aperto un’indagine sugli “effetti sulla sicurezza nazionale” dell’importazione di minerali critici e dei loro “derivati”, come smartphone o veicoli elettrici. Questa indagine, spiega la Casa Bianca, è un primo passo necessario che potrebbe consentire al presidente degli Stati Uniti di pubblicare un decreto che imponga dazi doganali su questi prodotti se venisse dimostrato che il loro volume di importazione rappresenta un rischio per la sicurezza nazionale.
Tra le importazioni prese di mira da questa indagine rientrano i cosiddetti minerali “critici”, come cobalto, litio e nichel, le terre rare, nonché prodotti la cui produzione richiede l’impiego di queste risorse, come smartphone, veicoli elettrici, batterie e turbine eoliche.
Secondo un ordine esecutivo pubblicato martedì dalla Casa Bianca, l’industria americana “dipende da fonti straniere” che “sono esposte a shock gravi e duraturi” per quanto riguarda l’approvvigionamento di minerali. “Se gli Stati Uniti perdessero l’accesso a minerali essenziali lavorati provenienti da fonti straniere, la base industriale commerciale e di difesa degli Stati Uniti” potrebbe subire “carenze significative”, si legge nel decreto firmato da Trump. Il Dipartimento del Commercio avrà fino a 180 giorni per inviare la propria indagine al presidente degli Stati Uniti.
(AFP)
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