I prezzi all’importazione statunitensi sono scesi dello 0,1% a marzo rispetto al mese precedente, dopo un +0,2% rivisto al ribasso a febbraio. Si è trattato del primo calo mensile da settembre 2024, dovuto principalmente a un -2,3% dei prezzi del carburante. Al contrario, i prezzi all’importazione non legati ai carburanti sono aumentati dello 0,1% per il secondo mese consecutivo, poiché gli aumenti nei beni strumentali, nelle forniture e nei materiali industriali non legati ai carburanti e in alimenti, mangimi e bevande hanno compensato i cali nei beni di consumo e nei veicoli.
Su base annua, i prezzi all’importazione sono aumentati dello 0,9% a marzo, in calo rispetto all’aumento dell’1,6% di febbraio. Il Bureau of Labor Statistics (BLS) ha osservato che, sebbene i dazi non siano direttamente inclusi negli indici dei prezzi all’importazione e all’esportazione statunitensi, possono comunque influire indirettamente sui valori attraverso comportamenti di mercato come l’accumulo di scorte, la sostituzione e il pass-through pricing.
Il governo britannico ha nazionalizzato la British Steel nel tentativo di proteggere il futuro della…
Malissimo le Borse asiatiche. L'indice giapponese Nikkei ha chiuso con un pesante -2,63%, mentre attualmente…
"Il miraggio del nucleare fra 12 anni non basta, il Governo deve dare qualcosa di…
Pronti ad investire, per rendere più moderni ed efficienti gli oltre 5.100 chilometri di rete…
"La sfida per il turismo italiano nei prossimi anni è trasformare un periodo positivo, anche…
Si profila un'altra giornata di rialzi per il prezzo del gas. Questa mattina, al Ttf…