“Questo è il vero punto politico ed economico: non siamo davanti a un semplice irrigidimento commerciale, ma a una misura che rischia di provocare un crollo degli ordinativi dall’estero e di colpire il cuore del manifatturiero europeo. Il Veneto vive di lavoro, trasformazione industriale, export e capacità di stare sui mercati internazionali. Quando si fermano gli ordini, non si ferma solo una voce di bilancio, oggi il rischio è ancora più grave, perché per molte aziende significa aprire concretamente il capitolo della cassa integrazione e, nei casi più esposti, persino dei licenziamenti”, aggiunge Zaia.
“Per alcune imprese venete che esportano verso gli Stati Uniti fino all’80 per cento della propria produzione, una misura di questo tipo può voler dire fermarsi da un giorno all’altro. Vuol dire passare in poche ore da una normale attività produttiva all’incertezza totale, con il mercato principale che si blocca, i clienti che sospendono gli ordini e l’azienda che si trova senza il tempo materiale per riorganizzare filiere, approvvigionamenti e listini. È un impatto che non può essere sottovalutato, perché rischia di scaricarsi direttamente su lavoratori, famiglie e territori”, sottolinea l’ex governatore..
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