“Gli scambi internazionali si sono mostrati particolarmente resilienti nel 2025 e nei primi due mesi del 2026. A febbraio, secondo i dati del Central planning bureau, il volume del commercio mondiale di merci è aumentato dell’1,9% rispetto al mese precedente, facendo seguito al forte incremento di gennaio, trainato dall’Asia e dalla Cina. Nell’area euro il Pil è aumentato dell’1,4% lo scorso anno, sostenuto dalla domanda interna, mentre l’inflazione è scesa rapidamente verso il target del 2%. A marzo la dinamica dei prezzi ha però accelerato bruscamente, +2,5 da 1,9% sospinta dalla componente energetica. I dati congiunturali più recenti per l’area euro non mostrano segnali positivi. A marzo l’Economic sentiment indicator è diminuito di 1,6 punti dopo la riduzione di febbraio. Il calo della fiducia è particolarmente marcato per i consumatori e il commercio al dettaglio. Tra le principali economie l’Esi è sceso in Francia, Spagna e Italia, rimasto stabile in Germania”. Lo spiega il presidente Istat Francesco Maria Chelli, in audizione davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Dfp.
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