“Dobbiamo prepararci a qualsiasi tipo di attacco, non solo in Polonia. Di questo si parla quando si discute di investimenti in difesa: la messa in sicurezza dei nostri territori e dei nostri cittadini”. Lo dice Guido Crosetto, ministro della Difesa. “Né io, né Giorgetti, né la premier siamo sprovveduti. La nostra linea è investire in maniera tale da avere ricadute sul Pil interno, usando la capacità produttiva italiana, e utilizzare la tecnologia militare anche per far crescere quella che può trovare applicazioni civili. Un esempio: se lavoro sugli elicotteri Agusta per uso militare, contemporaneamente ne favorisco l’eccellenza anche per le produzioni civili”, spiega nell’intervista a Il Corriere della Sera. “Nessuno pensa di arrivare al 3,5% domani, parliamo del 2035. Se il centrosinistra dovesse vincere le prossime elezioni, se lo gestiranno loro e vedremo cosa faranno. Comunque, il punto è un altro”. E ancora: “Oggi affrontiamo l’emergenza di due conflitti con implicazioni internazionali gravi, qualcosa che, solo fino a qualche anno fa, non esisteva neppure in teoria. La speranza e la volontà è che presto si arrivi a una pace e che la necessità di riarmo e rafforzamento diventi meno cogente. Non è necessariamente un’escalation senza fine. Facciamo di tutto perché non lo sia e quindi consideriamo le spese della difesa in aumento finché non sarà possibile e logico diminuirle. L’aumento non è un obbligo stabilito in modo perenne, ma una necessità dei tempi in cui viviamo”.
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