La consapevolezza dei rischi da parte di chi riceve il messaggio, la conoscenza del territorio, della pianificazione di protezione civile e dei comportamenti da adottare in caso di emergenza, sono presupposti essenziali affinché l’allarme si traduca effettivamente in azioni individuali e collettive che possono fare la differenza.
Ad oggi, il sistema IT-alert non è ancora operativo per tutti gli scenari previsti dalla normativa. Per quelli di rischio relativi a precipitazioni intense, maremoto generato da un sisma e attività vulcanica dello Stromboli si è reso necessario, infatti, un supplemento di analisi e verifiche che richiedono il prolungamento della fase di sperimentazione per un altro anno.
Per ottimizzare l’operatività del sistema, spiega la Protezione civile, “è previsto l’invio di periodici messaggi di test, sia per i rischi per cui IT-alert è operativo sia per quelli ancora in fase di sperimentazione”.
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