“Ridiscutere il patto di stabilità, ridurre i costi dell’energia per famiglie e lavoratori, tassare gli extraprofitti, derivanti dalle conseguenze degli attuali eventi bellici, realizzati dalle aziende del settore energetico: sono le nostre rivendicazioni, che stiamo ponendo a livello europeo e nazionale, per ridurre i negativi impatti economici delle guerre in corso”. È quanto ha dichiarato il segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, in occasione dell’Esecutivo nazionale della sua Organizzazione.
“Su questi temi, ci stiamo confrontando con alcuni Sindacati riformisti europei per sollecitare, insieme, la Commissione europea a ripercorrere strade già sperimentate con la pandemia. In particolare – ha sottolineato Bombardieri – chiediamo che il nostro Governo si muova in sede europea affinché sia attivato l’articolo 122 del Trattato, che offre una base giuridica chiara per intervenire in presenza di gravi difficoltà economiche. È quanto già accaduto con il programma Sure che vogliamo sia riproposto anche in questa fase storica. Analogo ragionamento deve valere per il Patto di stabilità: bisogna introdurre – ha precisato il leader della Uil – clausole specifiche che consentano di escludere dal calcolo del deficit le misure a sostegno di lavoratori e imprese colpite dallo shock energetico. Invitiamo anche i gruppi politici presenti in Parlamento europeo a muoversi su tali proposte. A livello nazionale, poi – ha proseguito Bombardieri – stiamo rilanciando la nostra richiesta, volta ad aumentare, nel breve periodo, l’estrazione di gas dall’Adriatico e a destinare tale produzione, a prezzi calmierati e sulla base del rispetto di determinate condizioni, alle imprese energivore e ai settori strategici, al fine di difendere l’apparato produttivo e salvaguardare l’occupazione. Ciò detto, la diplomazia mondiale lavori alla cessazione immediata dei conflitti che stanno insanguinando il pianeta: questa è la priorità. Noi – ha concluso Bombardieri – dobbiamo preoccuparci di tutelare lavoratori e pensionati, per evitare che le conseguenze economiche si scarichino sulle loro spalle”.
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