L’agenzia ambientale brasiliana (Ibama) ha rifiutato di concedere alla compagnia petrolifera Petrobras il permesso di trivellare alla foce del Rio delle Amazzoni, nell’Oceano Atlantico. Il progetto presentato dalla compagnia conteneva “preoccupanti incongruenze sulla sicurezza dell’operazione” in una regione di “grande vulnerabilità socio-ambientale”, ha spiegato il presidente dell’Ibama Rodrigo Agostinho nel documento che riporta il rifiuto.
L’area interessata si trova a 179 chilometri dalla costa di Oiapoque, nello Stato di Amapa, al confine con la Guyana francese.
L’agenzia ha concluso che c’era un rischio di “probabile perdita della biodiversità interessata in caso di incidenti di fuoriuscita di petrolio”. Il suo dipartimento tecnico aveva precedentemente individuato “carenze” nella valutazione dell’impatto del progetto sulla fauna selvatica e sulla popolazione locale. I gruppi ambientalisti hanno accolto con favore la decisione, affermando che Ibama sta “ritardando la fine del mondo”, secondo l’Ong brasiliana Climate Observatory. Nel 2018, l’agenzia aveva anche rifiutato di rilasciare un permesso alla Total per attività nella stessa regione.
Secondo gli esperti, le agenzie di protezione ambientale e i regolamenti sono stati indeboliti durante il mandato dell’ex presidente Jair Bolsonaro. Il suo successore, Lula, tornato al potere all’inizio di quest’anno, ha promesso di invertire la tendenza e di rafforzare i meccanismi di conservazione, soprattutto in Amazzonia, dove vuole sradicare la deforestazione entro il 2030.
(AFP)
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