I prezzi delle materie prime energetiche in Europa sono tornati a salire con forza dopo il fallimento a fine giugno dell’accordo quadro tra Stati Uniti e Iran, dopo il precedente calo legato alle attese di una rapida conclusione del conflitto. L’aumento più marcato ha riguardato il gas, ma sono saliti sensibilmente anche i prezzi all’ingrosso dell’elettricità e dei prodotti petroliferi, come diesel e benzina. Nelle ultime settimane è tornato a crescere con forza anche il prezzo del greggio. A rilevarlo è la Bundesbank nel rapporto mensile di settembre. Per il gas europeo, l’aumento è legato soprattutto alle persistenti limitazioni ai trasporti di Gnl dal Medio Oriente, per i quali è difficile evitare il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz. Gli stoccaggi europei hanno così rallentato il ritmo di riempimento e nella prossima stagione invernale l’Europa dovrebbe dipendere da importazioni di Gnl eccezionalmente elevate. I prezzi del gas dovrebbero quindi restare elevati e restrizioni prolungate dell’offerta rappresentano un rischio al rialzo. Al momento, tuttavia, non si profilano carenze di approvvigionamento, “grazie alle elevate capacità europee di importazione di Gnl e alla crescita strutturale dell’offerta globale”.
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