“Accogliamo positivamente la notizia della proroga del termine fino al 28 febbraio per la stipula contrattuale dell’Energy Release. Come Confapi lo avevamo chiesto con forza viste le esigenze delle aziende che da mesi sono alle prese con rincari energetici folli che ne stanno mettendo a rischio la stessa sopravvivenza. Imprese e aggregatori che hanno aderito all’Energy Release, infatti, si stanno trovando nella condizione di dover trasferire liquidità al GSE invece di riceverla: un vero e proprio paradosso che rende la situazione ancora più difficile a fronte della necessità di essere competitive anche sul piano internazionale. Per questo continuiamo a sostenere la necessità di un abbassamento del tetto della tariffa fissato a 210 MWH non consono alle attuali quotazioni di mercato, oggi pari a 169,19 euro/MWH. A nostro avviso lo strumento ideale è prevedere un prezzo flessibile che segua l’andamento del mercato”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.
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