La Russia ha iniziato a importare quantità record di prodotti petroliferi per far fronte alla carenza di carburanti sul mercato interno. Ad agosto le importazioni hanno raggiunto 172mila tonnellate, per un valore di 114 milioni di euro, oltre sette volte il precedente massimo mensile dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina. Secondo il Centre for Research on Energy and Clean Air (Crea), il 74% delle importazioni era costituito da benzina, contro appena il 6% della media 2023-2025. L’aumento degli acquisti dall’estero è legato alle conseguenze degli attacchi ucraini contro le infrastrutture energetiche e di raffinazione russe. L’India ha fornito il 70% dei prodotti petroliferi importati dalla Russia ad agosto e il 94% della benzina, per un totale di 120mila tonnellate. Il carburante proveniva dalla raffineria Vadinar, controllata al 49,13% da Rosneft. La Russia ha inoltre importato 18mila tonnellate di prodotti petroliferi dalla Corea del Sud, soprattutto gasolio, in aumento dell’41% rispetto al precedente record mensile. Per Crea, la situazione “evidenzia l’impatto degli attacchi sulle capacità di raffinazione russe: Mosca si trova a sostenere costi logistici e prezzi più elevati per acquistare all’estero prodotti che in precedenza produceva internamente”.
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