Sul fronte dell’energia e dei suoi prezzi, “il problema dell’Europa non è certo Trump. I problemi dell’Europa sono insiti nell’Europa. Quando c’è una crisi è già troppo tardi: non si riesce a cambiare una traiettoria che l’Europa ha preso negli ultimi 20 anni”. Lo ha detto, intervenendo a un incontro del Qn a Ravenna, l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi. Il problema dell’Europa, ha spiegato, “non è la transizione energetica, si è solo aggiunta con i suoi costi, le tasse sulle emissioni, le scelte monodimensionali, tipo quella di solo rinnovabili”. Descalzi ha ricordato che come potenza economica, “nel 2000 l’Europa era pari agli Stati Uniti, la prima economia. Ora la Cina ci ha superato. Noi dal 2008 siamo stazionari e siamo passati dal secondario a terziario, appoggiandoci a un’economia globale. Che non c’è più e quindi siamo rimasti in mezzo al guado”. Per questo “l’Europa ha un problema molto più importante” di quello rappresentato dai dazi di Trump, “non abbiamo energia: non so come l’Europa possa reagire, di certo non deve aspettare Trump per reagire. I dazi pesano, molto, ma i problemi dell’Europa sono intrinseci”.
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