Per Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al parlamento europeo, l’Italia aspetta ancora dalla Ue la risposta “di abbandonare l’approccio ragionieristico per non farci trovare impreparati di fronte a una possibile recessione. Per questo Meloni chiede che la stessa flessibilità di bilancio garantita agli investimenti per la difesa sia consentita anche per l’energia. Perché la sicurezza energetica oggi è sicurezza nazionale, quanto la difesa”. Nell’intervista al Corriere della Sera aggiunge che altrimenti “potremmo non usufruire dei prestiti Safe per la difesa. Noi vogliamo rafforzare le difese dell’Europa ma nessuno capirebbe perché ci si può indebitare a costi facilitati per la difesa ma non si può farlo per affrontare l’emergenza energetica che colpisce imprese e famiglie” Fidanza precisa: “Purtroppo le crisi prolungate incidono pesantemente sui prezzi dell’energia e l’Ue non può restare a guardare, né agire all’ultimo momento come in altre occasioni. Per questo insistiamo anche sulla sospensione del sistema Ets per i nostri settori produttivi più colpiti. Oltre appunto al tema di una flessibilità mirata e temporanea sul Patto di stabilità”. Un Patto che l’Italia sfora ma “per pochissimo e per colpa di spese superiori al previsto per il superbonus. È comunque possibile che nei prossimi mesi si rientri. Certo sarebbe auspicabile che su questa richiesta anche le opposizioni convergessero e invece, ancora una volta, leggiamo dichiarazioni polemiche anche da parte di chi, come Conte, dovrebbe solo scusarsi con gli italiani per aver sabotato i conti pubblici”.
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