“Con l’introduzione della clausola di salvaguardia per la sicurezza energetica, gli Stati membri possono utilizzare maggiori margini di flessibilità fiscale per finanziare interventi che rafforzano la sicurezza energetica e riducono la vulnerabilità futura del sistema. La flessibilità prevista equivale allo 0,3% del prodotto interno lordo in un singolo anno e allo 0,6% accumulato nel periodo 2026-2028, nell’ambito di un limite complessivo dell’1,5% del Pil per le spese aggiuntive sull’energia”. Lo dice il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto, in un videomessaggio inviato alla conferenza annuale di Confindustria Energia.
“La sicurezza energetica non può essere affrontata solo attraverso interventi d’emergenza, ma richiede investimenti in capacità produttiva e infrastrutture. Servono un quadro normativo stabile e prevedibile, l’accelerazione dei procedimenti e la capacità di mobilitare risorse pubbliche e private”, ha concluso Fitto.
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