“L’energia ha a che fare con la nostra sicurezza. L’invasione russa dell’Ucraina è ovviamente del tutto inaccettabile e noi sosteniamo fermamente l’Ucraina. Ma è anche chiaro che non possiamo essere sicuri che questa sia l’unica minaccia della Russia. Chi può sapere se un Paese membro sarà il prossimo sulla lista di Vladimir Putin? In ogni caso, non possiamo permetterci di fare affidamento sui combustibili fossili di origine russa”. Lo dice il commissario all’Energia Dan Jørgensen. Come riporta il Sole 24 Ore, sempre secondo il commissario, la situazione è “assurda”, se è vero che “per acquistare combustibili fossili dalla Russia abbiamo speso dal 2022 ad oggi l’equivalente di 2.400 nuovi jet da combattimento F-35”.
Anche il gas liquefatto americano potrebbe giocare un ruolo crescente in questo frangente. “Ho incontrato diversi fornitori di Gnl” nelgi Usa “e sono stato molto lieto di sentire che se necessario sono disposti ad esportare di più verso l’Europa, e che sono in grado di farlo anche all’interno del nostro quadro normativo. Quindi sì, in sostanza c’è possibilità di aumentare l’import di gas americano. Di quanto e quando, è troppo presto per dirlo”. Poi c’è il capitolo rinnovabili: “L’Agenzia internazionale per l’Energia ha calcolato che tra il 2021 e il 2023 abbiamo risparmiato 100 miliardi di euro in termini di costi dell’energia grazie alle nuove fonti di energia rinnovabile”.
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