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Energia, Jorgensen: Sospendere Ets? Più rinnovabili è la strada migliore

“Va benissimo definirla una crisi energetica, a patto di riconoscere che non si tratta di una crisi legata alla sicurezza dell’approvvigionamento”. Così il commissario Ue all’Energia, il danese Dan Jørgensen. Parlando con il Corriere della Sera spiega che “oggi siamo in una posizione migliore per affrontare la crisi rispetto al 2022 quando l’Ue era fortemente dipendente da un unico Paese, la Russia”. Jørgensen precisa che la Commissione è “fortemente contraria ad alcune delle idee che sono state avanzate, secondo cui dovremmo ridurre i prezzi modificando in modo radicale la struttura del nostro sistema energetico e il meccanismo di formazione dei prezzi”. E ancora sui prezzi: “Va premesso che erano alti già prima dello scoppio della guerra. Molte delle proposte presentate dalla presidente von der Leyen sono già state approvate e sostenute dai Paesi, ma ora le stiamo rendendo più semplici, rapide e accessibili. Vogliamo accelerare l’adozione dei contratti a lungo termine e offrire con gli aiuti di Stato più possibilità di sostegno ai settori più colpiti. La tassazione va ridotta, è un tema più complesso ma invitiamo gli Stati a rifletterci. Ci sono poi le tariffe di rete. Presenteremo proposte legislative per renderle più efficienti e ridurre i prezzi. Sulla possibilità di cambiamenti radicali al sistema Ets, all’ultimo Consiglio Energia la grande maggioranza era favorevole a mantenere la rotta attuale”. L’Italia ha iniziato chiedendo la sospensione dell’Ets. Ora lo chiede per il settore della produzione termoelettrica: “L’Ets è uno strumento efficace di politica climatica ed è anche un motore della trasformazione industriale in Europa. Dalla sua introduzione nel 2005, ha contribuito a ridurre il consumo di gas in Europa di 100 miliardi di metri cubi, il che significa anche proteggere i consumatori dalle impennate dei prezzi del gas. L’Ets fornisce certezza negli investimenti a lungo termine alle imprese, anche nel settore energetico. Pur dovendo adattarlo alle nuove realtà e tenere conto delle preoccupazioni espresse da alcuni settori, è molto importante mantenerlo come motore della decarbonizzazione e dell’innovazione. Se vogliamo davvero porre fine alla nostra esposizione ai mercati globali volatili, la decarbonizzazione e una maggiore produzione interna di energia pulita rappresentano la strada migliore”.

redazione

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