“Abbiamo aumentato a 23 miliardi gli investimenti complessivi al 2035, tutti finanziati con i nostri flussi di cassa e con un debito a fine piano previsto a 2,4 volte sull’Ebitda: considereremo le eventuali minoranze per fare qualcosa di più”. Lo dice Renato Mazzoncini, ad di A2A. In un’intervista a Il Sole 24 Ore spiega sull’elettrificazione “che ora è finalmente arrivata e potrà aumentare i consumi di 80 TWh l’anno equamente suddivisi tra data center e mobilità elettrica”. Poi una riflessione sui data center: “A2A è fortemente radicata in Lombardia e a Milano, dove le domande di connessione stanno toccando livelli record. Siamo al posto giusto nel momento giusto, anche grazie al maxi acquisto di reti elettriche da Enel e i nostri scenari, seppur prudenti, ci indicano un forte aumento dei consumi di elettricità. A questo trend A2A vuole partecipare in due modi. Da una parte come energy partner perché possiamo offrire ai nostri interlocutori sui data center abilitazioni cruciali come l’allacciamento alla rete elettrica, il teleriscaldamento, la gestione dell’acqua e la vendita dell’energia, proponendo una soluzione ‘locale’ che riduce i costi, anche grazie ai contratti Ppa. Dall’altra parte vogliamo diventare sviluppatori diretti di data center e abbiamo già diverse richieste di collaborazione al proposito. Anche in Puglia e Sicilia, dove passano importanti cavi Internet sottomarini, vediamo opportunità interessanti”. Il tutto si traduice in “una nuova linea di business che prevede 1,6 miliardi di investimenti da qui al 2035 con un contribuito all’Ebitda stimato di oltre 100 milioni al 2030 e 400 milioni a fine piano”.
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