Chip, sanità, aerospazio e ricerca scientifica rischiano contraccolpi dopo la sospensione delle esportazioni di elio decisa dalla Cina. E a pagare le conseguenze potrebbe essere soprattutto l’Europa, visto che Pechino era diventato un importante canale di transito e riesportazione dell’elio della Russia verso l’Occidente. Lo riporta La Stampa sottolineando come l’elio sia indispensabile per la produzione dei chip più avanzati, il raffreddamento delle apparecchiature per le risonanze magnetiche, numerose applicazioni aerospaziali e diversi processi industriali ad alta precisione.
Il provvedimento, annunciato dal governo cinese senza indicare una data di scadenza, rappresenta una misura di tutela dell’approvvigionamento interno in una fase di forte incertezza sulle forniture. Oltre l’85% dell’elio consumato dall’industria cinese è importato. Ma il Qatar, principale fornitore, ha rallentato le esportazioni dopo gli attacchi contro gli impianti di Ras Laffan durante il conflitto con l’Iran. Contemporaneamente, anche Mosca ha operato una stretta. Da qui la mossa della Cina.
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