La flessibilità legata alla crisi energetica comparirà all’interno del pacchetto del Semestre europeo, con le valutazioni di finanza pubblica e le raccomandazioni per Paese, presentato oggi dal commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis. Come anticipa il Corriere della Sera, la Commissione europea va incontro alle richieste dell’Italia: un margine di flessibilità a disposizione degli Stati membri per gli investimenti legati alla crisi energetica all’interno della clausola di salvaguardia nazionale per le spese in difesa. Tuttavia l’uso della flessibilità è limitato agli investimenti per la transizione verde e non potrà essere usato per finanziare il taglio delle accise su diesel e benzina. L’obiettivo Ue di aumentare l’indipendenza energetica attraverso lo sviluppo delle fonti rinnovabili.
La clausola per la difesa permette di derogare al Patto di stabilità fino a un massimo dell’1,5% di Pil all’anno fino al 2028. La flessibilità per l’energia, secondo le ultime discussioni suscettibili ancora di cambiamenti, consente uno spazio fiscale per tre anni — 2026, 2027, 2028 — per un massimo totale dello 0,6% e annuo fino allo 0,3% del Pil. Per l’Italia, in termini assoluti, lo 0,6% corrisponde a circa 13,5-14 miliardi di euro.
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