“In questa ‘nuova’ Europa non ci sono più la Germania e la Francia, almeno come le abbiamo conosciute per decenni. Sono state il motore dell’Unione, ma ora quel motore è in crisi. E questa rischia di essere una rivoluzione”. Così Romano Prodi, uno dei padri fondatori della Ue. In una intervista a la Stampa spiega: “Se guardiamo ai risultati complessivi siamo davanti ad una semplice correzione. In fondo i Popolari dovrebbero aver guadagnato 9 seggi, i Socialisti ne dovrebbero perdere 4 e invece i liberali di Macron ne dovrebbero perdere più di venti. La destra guadagna qualche punto, persino meno del previsto, Ursula perde una quindicina di seggi: dunque, un piccolo passo indietro, non grave. Il problema, la vera rivoluzione è che in questa ‘nuova’ Europa la Germania e la Francia non sono più insieme”. E ancora: “L’Europa si è sempre retta sulla spinta di due motori e quei due motori sono in crisi. Già da tempo avevamo una Germania e una Francia non più all’unisono come in passato. Ma improvvisamente Macron ha aperto il sacco, dando via libera forse a un governo Le Pen-Bardella. Di lui ho letto la storia politica su Le Monde: un tipo che ha una formazione coerente, di estrema destra. La Germania invece continuerà ad essere guidata dall’attuale governo di coalizione, a cui si accompagna però un rischio enorme: per la prima volta dopo decenni, potremmo avere una Francia e una Germania collocati su schieramenti diversi. Ma soprattutto – ecco il punto – con due idee diverse di Europa”.
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