Per il futuro dell’Ex Ilva, Salvini profila il passaggio alla nazionalizzazione dell’ex Ilva di Taranto e il ministro dell’Industrai e del made in Italy, Adolfo Urso, dice che “il problema non è la natura del capitale, ma le condizioni della produzione. È necessaria un’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale ndr) che sia economicamente sostenibile e quindi fondata su un Accordo di programma con Regione ed enti locali che preveda una nave rigassificatrice al porto di Taranto, al fine di consentire la piena decarbonizzazione del sito siderurgico con la realizzazione graduale di tre forni elettrici alimentati da altrettanti Dri. E questo va fatto a prescindere di qualunque sia la natura del capitale e il colore degli azionisti. Senza gas non c’è acciaio green, pubblico o privato che sia”. Nell’intervista a Repubblica poi spiega gli sviluppi del dialogo con Baku Steel: “Ci sono tre condizioni che dobbiamo garantire a qualunque interlocutore: la certezza del gas, un’Aia economicamente sostenibile e il mantenimento della produzione nella fase di transizione per non perdere quote di mercato. Se riusciremo a garantire queste condizioni, preliminari per qualunque investitore, il negoziato potrà concludersi anche a luglio. Poi saranno necessari altri tre mesi per ottenere il via libera dell’Antitrust europeo ed esaminare il dossier sotto il profilo del golden power, l’unico strumento che garantisce appieno la sicurezza nazionale e quindi lo Stato”.
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