La sfida commerciale con la Cina non è persa. O almeno non ancora. Pertanto, quello che le aziende italiane devono fare è “accelerare”.Così il presidente dell’Ice, Matteo Zoppas, in un momento in cui il Paese asiatico rappresenta un “treno che ci sta arrivando addosso”. In un’intervista a Il Sole 24 Ore poi spiega: “Gli ultimi dati dell’export verso l’extra Ue sono positivi, anche verso l’America e la Cina. Direi soprattutto quest’ultima. È sotto gli occhi di tutti che il Paese asiatico, da produttore ‘terzista’, stia diventando un esperto di prodotti che fanno concorrenza e spiazzano in molti casi l’Occidente. Bisogna capire se il fenomeno sia correlato e se sia strutturale. Non preoccupa solo la riduzione delle esportazioni italiane in Cina bensì la loro potenziale capacità di sostituire i nostri prodotti in altri mercati. Ricordiamo che la Cina ha avuto accesso alle nostre tecnologie e maestranze sulla parte tecnico-produttiva. Oggi hanno sviluppato la capacità di innovazione, ricerca, sviluppo e design”. Zoppas poi aggiunge: “Dobbiamo stare attenti perché i loro prodotti in questo momento sono buoni ma non sono ancora abbastanza conosciuti e l’esperienza del consumatore non è ancora consolidata da creare una ‘brand awareness’ importante. Però il prodotto c’è, per cui una persona più lo prova e più si rende conto che il prodotto cinese è valido e in alcuni casi anche con il 30% in meno di costo. Per il momento siamo ancora avanti, ma dobbiamo fare attenzione e accelerare per un fenomeno che si può consolidare almeno nei prossimi cinque o dieci anni. Un fenomeno progressivo”.
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