“È il momento d’investire, di guardare al lungo termine, la situazione non è brillantissima ma stiamo reagendo, teniamo botta”. Lo dice Carlo Gherardi che con la sua Crif, che presiede e che fondò a Bologna nel 1988, ha sott’occhio la situazione di crisi delle imprese in tutto il mondo. Il gruppo — Centrale rischi finanziari — è in 37 Paesi di quattro continenti con oltre 85 società, serve 90 mila aziende e un milione di consumatori, lavora con 10.500 istituti finanziari e 450 assicurazioni. “Penso che ci sarà una crescita degli investimenti a fine d’anno perché gli imprenditori non hanno altra strada”, sottolinea nel colloquio con il Corriere l’Economia. Gherardi dice anche che per affrontare il nuovo quadro economico bisogna aprire nuovi mercati: “L’Asia, l’Africa, l’America Latina e negli Stati Uniti si deve restare ma con un ruolo distintivo, diverso dal passato”. Poi sprona l’Europa: “È il vaso di coccio fra gli Stati Uniti e la Cina: è il momento di spingere per una maggiore integrazione, dal mercato dei capitali all’energia, dalla difesa all’intelligenza artificiale o diventiamo irrilevanti”.
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