“L’aumento dei prezzi del gas naturale in Europa è stato molto più contenuto rispetto alla crisi energetica del 2022”. Lo conferma la Bce nei verbali dello scorso meeting di politica monetaria (29-30 aprile), in cui il board ha deciso di mantenere invariati i tassi di riferimento. “Ciò – si spiega – è dovuto a due fattori principali: l’attuale crisi non è incentrata sull’Europa e i mercati energetici europei, in particolare per il gas e l’elettricità, sono diventati più resilienti, in parte grazie a un maggiore utilizzo di energie rinnovabili e alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento, soprattutto grazie alle importazioni di Gnl”. Guardando al futuro, una delle ragioni addotte dagli analisti per la relativa ottimismo dei mercati sui prezzi del gas è che nei prossimi anni sarà probabilmente disponibile una quantità ancora maggiore di Gnl. Nei verbali la Bce spiega che è stato inoltre osservato “che questa volta l’impatto sui prezzi del gas si sta facendo sentire maggiormente nelle economie asiatiche, in particolare in Cina e India”. Ciò nonostante, la situazione in Europa “potrebbe peggiorare se gli impianti di stoccaggio del gas non saranno stati sufficientemente riforniti entro l’inizio della stagione di riscaldamento in autunno”.
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