L’inflazione complessiva nell’eurozona, misurata dall’Indice armonizzato dei prezzi al consumo, è aumentata al 2,6% a marzo, dall’1,9% di febbraio. “L’aumento è stato interamente determinato dall’impennata dei prezzi dell’energia causata dalla guerra in Medio Oriente. L’inflazione dei prezzi dell’energia è balzata al 5,1% a marzo, dal -3,1% di febbraio, mentre l’inflazione non energetica si è ulteriormente ridotta, al 2,3%, dal 2,4% di febbraio”. Lo scrive la Bce nei verbali dello scorso meeting di politica monetaria (29-30 aprile), in cui il board ha deciso di mantenere invariati i tassi di riferimento. Sulla base dei dati nazionali disponibili fino ad ora, lo staff di Eurostat prevedeva che i dati preliminari sull’inflazione Ipca di aprile – che sarebbero stati pubblicati il 30 aprile – si sarebbero attestati tra il 3,0% e il 3,1%, sostanzialmente in linea con le proiezioni per marzo 2026. “L’accelerazione prevista dell’inflazione complessiva a partire da febbraio rifletteva un atteso forte aumento dell’inflazione energetica”, ricorda la Bce nei verbali. Gli indicatori dell’inflazione di fondo sono rimasti pressoché invariati negli ultimi mesi. Il tracker salariale della Bce e le indagini sulle aspettative salariali hanno continuato a indicare un calo dei costi del lavoro nel corso del 2026. Allo stesso tempo, le indagini hanno segnalato un aumento di altre componenti del costo del lavoro.
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