“Noi dipendiamo per il 40% dalle importazioni dalla Russia, sono circa 30 miliardi di metri cubi di gas ogni anno. Tutta l’Europa dipende per circa il 41 percento. Sul petrolio è molto diverso, perché dipendiamo molto meno da quello russo perché abbiamo una diversificazione maggiore e siamo un po’ più tranquilli e abbiamo pochissimo carbone, per fortuna, perché abbiamo fatto i ‘compiti’ da tempo”. Lo dice il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, al Festival ‘Green&Blue’ di Repubblica, in corso a Milano. “E’ chiaro che paghiamo errori storici – continua -: negli ultimi 20 anni l’Italia, pur avendo il suo gas, visto che nel 2000 ne produceva oltre il 20% da propri giacimenti nazionali, creando lavoro, non pagando il trasporto e tutto sommato l’Iva rimaneva in casa”. Mentre oggi “siamo passati al 3% di gas nazionale. Ambientalmente sarebbe stata un’ottima notizia, peccato che abbiamo però tenuto il consumo costante, circa 76 miliardi di metri cubi l’anno, quindi abbiamo ridotto la nostra produzione e aumentato le importazioni, con il doppio svantaggio di perdere i nostri posti di lavoro, pagarlo di più e di non aver avuto nessun vantaggio ambientale. Questo errore – sottolinea – ci costa”. Con le operazioni dell’ultimo periodo, comunque, “le soluzioni, per fortuna, sembrano essere buone”, afferma ancora Cingolani.
Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, l’uomo bielorusso con passaporto russo che, stando alle…
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"Faremo tutti i controlli necessari, verificheremo per quale motivo è stato concesso questo visto, tenendo…
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