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Governo, Monti: Prendere le distanze da Trump

“Perché Giorgia Meloni è ancora oggi molto vicina a Donald Trump? Un anno fa, tre solidi motivi potevano spiegarlo. Primo, l’affinità ideologica e di visione politica tra due esponenti di punta del nazionalismo conservatore, uno in America, l’altra in Italia e in Europa. Secondo, la convenienza politica: essere l’unico capo di governo europeo in grado di parlare a Trump con scioltezza, riscuotere visibilmente la sua fiducia era un fattore di prestigio e di forza, spendibile dalla premier Meloni nell’arena politica italiana e forse dall’Italia nel contesto europeo e globale. Terzo, una missione strategica: all’apparire dei primi contrasti tra gli Stati Uniti e l’Europa, la nostra premier si è data l’obiettivo, in sé lodevole, di essere un ponte tra le due sponde dell’Atlantico e di preservare l’unità dell’Occidente”. Lo scrive il senatore Mario Monti in un suo intervento su Il Corriere della Sera. “Al passare del tempo, tuttavia, è emerso con evidenza che l’ostilità del presidente Trump verso l’Europa, e in particolare verso l’Unione europea, non era alimentata tanto da specifici dissensi quanto da una dottrina geopolitica ben radicata nel movimento Maga”, si legge ancora.
“Negli Stati Uniti i sondaggi mostrano peraltro un forte declino del tasso di approvazione dell’operato di Trump, che si colloca ora mediamente al 40%. Eppure loro, gli americani, dovrebbero sentirsi gli esclusivi beneficiari delle politiche del presidente (‘America first’, ‘Make America Great Again’) – prosegue Monti – A maggior ragione gli europei, i bastonati per eccellenza, cominciano a rivoltarsi contro gli atteggiamenti e le misure di Trump, anche nei Paesi che tradizionalmente — per le molte valide ragioni storiche che conosciamo — sono stati molto in armonia con gli Stati Uniti. Secondo il recentissimo sondaggio di «Grand Continent» il 90% degli italiani, francesi e tedeschi vede in Trump tendenze autoritarie o addirittura dittatoriali. In quegli stessi Paesi, quasi il 70% degli interpellati considera la sua politica estera come un disegno di ricolonizzazione e predazione. Alla luce di questi dati, è difficile ormai vedere una convenienza politica nella fedeltà a oltranza. Insomma, dei tre solidi motivi che un anno fa potevano spiegare il desiderio di Giorgia Meloni di essere molto vicina a Donald Trump — affinità ideologico-politica, convenienza politica, missione per l’unità dell’Occidente — il secondo e il terzo si sono evaporati”.

redazione

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