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Groenlandia, Laschet: No a guerra commerciale, avanti con l’agenda Draghi

“Bisogna riconoscere che l’Europa non ha una vera sovranità propria»” e cominciare a costruirla da subito. Così Armin Laschet, uno dei più influenti politici tedeschi, grande esperto di temi internazionali chepresiede la commissione Esteri del Bundestag. In un colloquio con il Corriere della Sera spiega qual è la linea tedesca con Donald Trump: “Evitare l’escalation di una guerra commerciale. Ma non si può accettare tutto dagli Stati Uniti: se impongono nuovi dazi contro l’Europa, l’Ue deve reagire. Un primo segnale c’è stato: l’Europarlamento questa settimana non esaminerà l’accordo con gli Usa. Bisogna però restare nel dialogo: il cancelliere parlerà con il presidente Trump a Davos perché se scoppia una guerra commerciale, alla fine perdiamo tutti”.
E se i colloqui dovessero fallire, ci sarebbe il ‘bazooka’, il meccanismo anti-coercizione: “È una delle opzioni. Ma non ci sarà una decisione unilaterale tedesca: la Germania sosterrà, ciò che la Commissione Ue preparerà”.
Laschet poi aggiunge sulla fase delicata dei rapporti tra America ed Europa: “È certamente una fase molto seria. Ci sono stati contrasti in passato: durante la guerra in Iraq, il Regno Unito e altri Paesi sostenevano il presidente Bush, mentre Germania e Francia si opposero. Però i ripetuti attacchi del presidente americano, il disprezzo e il disagio che manifesta verso l’Europa, in questa forma non si erano mai visti. In parti della Strategia di sicurezza nazionale, l’Europa viene persino descritta come una minaccia, mentre Russia e Cina non vengono menzionate. L’Ue non è certo la principale minaccia per gli Usa: siamo alleati, e questo Trump lo dimentica troppo spesso”. Poi sulla Groenlandia che è in pericolo: “Anche se così fosse, la domanda è: che cosa ne consegue? Noi dipendiamo ancora molto dagli Stati Uniti: abbiamo bisogno di loro per il sostegno all’Ucraina, sono uno dei principali mercati per l’Europa, i legami economici sono strettissimi, come quelli della Nato. L’Europa non ha ancora una vera sovranità propria. Per questo ora bisogna, primo, riconoscerlo e, secondo, accelerare l’integrazione europea. Serve una difesa europea comune: se non partecipano tutti e 27, allora devono farlo quelli che vogliono. E serve un’Europa economicamente forte. Proprio per questo, è stato conferito il Premio Carlo Magno di Aquisgrana a Mario Draghi, con l’idea che le sue proposte vengano attuate”.

redazione

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