“Dopo anni di retorica sull’Europa fuori gioco, ora si vede che, più ancora della potenza dei sistemi di calcolo, conta la capacità di analizzare e mantenere il controllo dei propri dati. Il caso Anthropic ha dato la scossa: al G7, da imprenditore, ho visto leader politici che cercano intese, si interrogano sulle soluzioni. I problemi li creano i giganti Usa della tecnologia: a parole collaborativi, ma ognuno, poi, va per la sua strada. E anche nella Ue non abbiamo ancora un tavolo per le società europee dell’AI. Ma ci stiamo lavorando”. Lo ha detto al Corriere della Sera Uljan Sharka, fondatore e capo di Domyn, società italiana che sviluppa modelli linguistici, data center e agenti AI per settori regolamentati (governi, difesa, grandi imprese, banche), invitato a partecipare alla sessione del G7 di Evian dedicato all’intelligenza artificiale.
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