L’uso dell’intelligenza artificiale sul lavoro nell’area euro è raddoppiato in due anni, passando dal 26% dei lavoratori nel 2024 al 41% nel 2025 e al 52% nel 2026. È quanto emerge da un’analisi della Banca centrale europea (Bce) basata sulla Consumer Expectations Survey, che ogni mese raccoglie le opinioni di circa 20.000 persone in 11 Paesi dell’area euro. In media, chi utilizza l’IA per lavoro lo fa circa tre giorni alla settimana. Il tempo risparmiato dagli utenti è in media di tre ore alla settimana, pari al 7,7% dell’orario lavorativo mediano. Considerando però l’intera forza lavoro, l’effetto scende a circa il 3,8% delle ore lavorate, perché meno della metà degli occupati (48,8%) dichiara di utilizzare l’IA e di risparmiare tempo grazie alla tecnologia. La Bce sottolinea inoltre che il tempo liberato si traduce in maggiore produttività solo se viene utilizzato per generare una maggiore quantità di prodotto. L’adozione resta molto diversa tra i lavoratori. Tra quelli con un livello di istruzione elevato raggiunge il 61%, contro il 37% per chi ha livelli di istruzione inferiori. I lavoratori più giovani sono circa 20 punti percentuali più propensi a utilizzare l’IA rispetto ai colleghi più anziani, mentre gli uomini riportano un utilizzo leggermente superiore a quello delle donne.
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