“Dal lato dell’offerta, l’industria italiana, dopo la buona ripartenza del primo trimestre 2025 in termini di produzione, ha rallentato già nel secondo. Questi dati appena positivi vengono dopo il forte calo della produzione nel 2023-2024, che ha riportato l’industria sotto i livelli pre-pandemia”. E’ quanto si legge nel Rapporto di previsione per l’Autunno 2025 ‘Investimenti per muovere l’Italia’, del Centro studi di Confindustria. “Nel 2025, il clima di forte incertezza pervade anche gli indicatori congiunturali, che danno segnali misti, tra i quali si coglie una marginale risalita degli ordini dall’interno delle imprese manifatturiere e il Pmi tornato finalmente in zona espansiva – prosegue l’analisi -. Segnali di lenta e parziale ripresa arrivano dal settore automotive, comparto chiave della manifattura italiana, che mostra un’inversione di tendenza (al rialzo) della produzione da inizio 2025, pur insufficiente a colmare il crollo del biennio precedente. Nello scenario del CSC, elaborato in termini di valore aggiunto, l’industria è prevista recuperare nel 2025 (+1,0%), ma rallentare il prossimo anno (+0,4%), quando si esauriranno gli effetti degli incentivi agli investimenti e si attenuerà l’impatto positivo dei minori tassi”.
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