I rischi per l’inflazione dell’Eurozona restano orientati al rialzo, nonostante il rallentamento registrato a giugno. Lo indicano i verbali della riunione Bce del 22-23 luglio, che citano tra i principali fattori di rischio la situazione in Medio Oriente, i prezzi dell’energia, i bassi livelli degli stoccaggi di gas e gli eventi climatici estremi. La Bce avverte che lo shock energetico potrebbe intensificarsi e produrre effetti più forti del previsto sugli altri prezzi e sui salari. Gli stoccaggi europei di gas, definiti stagionalmente bassi, potrebbero inoltre amplificare l’impatto di eventuali interruzioni delle forniture, soprattutto in caso di un inverno freddo. Tra gli altri rischi vengono citati tensioni commerciali, strozzature nelle catene di approvvigionamento e rincari dei prodotti alimentari. “I rischi per le prospettive di inflazione erano orientati al rialzo”, si legge nei verbali.
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