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Inflazione, Georgieva (Fmi): E’ in calo ma il mondo non ha risolto il problema

“L’economia mondiale ha attraversato tre choc: il Covid, la guerra in Ucraina e poi la crisi dell’inflazione ” Così Kristalina Georgieva, direttrice generale del Fondo monetario internazionale in una intervista a Il Corriere della Sera. “In tale contesto, ha dimostrato una notevole resilienza – prosegue -. Temevamo una seconda recessione dopo il 2020, ora prevediamo una crescita del 3% quest’anno e del 2,9% il prossimo. Ma si prevede che la crescita sarà lenta sia nel breve che nel medio termine. Siamo ben sotto al 3,8% medio dei due decenni precedenti”. Georgieva allunga lo sguardo sulla Germania: “Se l’Europa è stata colpita duramente dalla crisi energetica a causa della guerra in Ucraina, la Germania è stata colpita ancora più duramente per la sua dipendenza dal gas russo e per l’alta intensità energetica della sua industria. La Germania deve investire in infrastrutture, nell’economia verde, nelle competenze e nelle persone. Come il resto d’Europa, ha una società che invecchia. E non si tratta di investimenti banali, soprattutto quando sappiamo che il prossimo passo sarà l’adeguamento al mondo dell’intelligenza artificiale”. E sull’Italia spiega che “il problema è aggravato dal rallentamento della crescita a seguito del ritiro delle misure di sostegno pubblico. Quindi le entrate non sono abbastanza forti e rendono più difficile l’aggiustamento. Riteniamo che ciò che è ora nel bilancio dell’Italia dovrebbe essere rafforzato: l’aggiustamento che l’Italia sta adottando non funzionerà abbastanza velocemente da ridurre i livelli di deficit e debito. È un momento difficile. Quando è necessario attuare una stretta, quando la pressione pubblica per avere maggiori aiuti è forte, è difficile farlo. Ma è necessario perché non sappiamo cosa c’è dietro l’angolo, quale sarà il prossimo shock. Dobbiamo accumulare riserve per quando potremmo essere di nuovo colpiti”. La chiosa è sull’inflazione: “Stiamo assistendo a un calo dell’inflazione globale. Ma ciò non significa che il mondo abbia risolto il problema. Dunque invitiamo le banche centrali a osservare attentamente i dati prima di agire. Sono consapevoli che un ritiro prematuro dalla lotta contro l’inflazione potrebbe essere piuttosto pericoloso”.

redazione

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