Domani la Bce alzerà il costo del denaro. Lo scrive il Corriere della Sera, spiegando che questo avverrà per la prima volta dal 14 settembre del 2023. Due anni e mezzo fa l’economia europea era ancora in fase di riapertura dopo la pandemia, quando venne investita dalla crisi energetica indotta dall’aggressione della Russia all’Ucraina. Il risultato fu un’impennata d’inflazione che nell’ottobre del 2022 arriva al 10,6% nella media dell’area-euro, mentre era ancora sotto il 2% nel giugno di un anno prima. Allora la Bce fu accusata di aver reagito tardi, perché dopo il Covid aveva mantenuto i tassi a zero fino al luglio del 2022. Se questa settimana la banca centrale avvierà la stretta – si legge ancora sul quotidiano milanese -, è proprio perché vuole evitare l’errore dell’ultimo ciclo. Il blocco dello Stretto di Hormuz, con l’aumento del prezzo del petrolio da circa 60 a circa cento dollari al barile, ha già sospinto l’inflazione in area-euro al 3,2%, quando era appena all’1,7% in gennaio. Per questo Christine Lagarde, la presidente francese della banca centrale — osserva il capoeconomista di Axa Gilles Moec — è orientata a un ritocco dei tassi che funzioni da “colpo di avvertimento”: non il primo rialzo di una serie già deliberata, ma una correzione di rotta per segnalare che stavolta i banchieri centrali non si lasceranno scappare l’inflazione di mano.
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