“Il conflitto potrebbe influire sugli scambi di beni non energetici e di servizi con i paesi del Medio Oriente”. Lo conferma l’approfondimento della Banca d’Italia nel suo ultimo Bollettino economico, secondo cui negli ultimi anni l’importanza di tale area come mercato di destinazione per l’Italia è aumentata: nel 2025 assorbiva circa il 4% delle esportazioni italiane di beni. Oltre un quarto del totale era costituito da macchinari e da prodotti in metallo, cui si aggiungeva un’ampia gamma di altri prodotti (alimentari, articoli della moda, prodotti farmaceutici e gioielleria). Le importazioni italiane di beni non energetici dal Medio Oriente rappresentavano invece meno dell’1 per cento del totale e comprendevano soprattutto metalli (alluminio) e prodotti chimici di base (polimeri e materie plastiche). Nei servizi l’Italia presentava un disavanzo nei confronti dei paesi del Golfo, dovuto principalmente ai trasporti; al netto di questi ultimi, il saldo era positivo per quasi un miliardo di euro, grazie soprattutto al turismo (circa il 3 per cento delle entrate turistiche italiane).
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