“Il permanere delle quotazioni delle materie prime energetiche su livelli elevati avrebbe effetti considerevoli sul saldo di conto corrente dell’Italia”. Lo conferma l’approfondimento della Banca d’Italia nel suo ultimo Bollettino economico. A parità di consumi, se nel 2026 il petrolio e il gas naturale avessero prezzi coerenti con le quotazioni implicite nei contratti futures osservati alla fine di marzo, il disavanzo energetico nazionale si amplierebbe di poco più di mezzo punto di Pil. Ipotizzando invece uno scenario alternativo più severo, il disavanzo si amplierebbe di quasi 2 punti e mezzo di Pil, al 4,3 per cento.
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