“L’interruzione del traffico navale nello stretto di Hormuz e i danni ad alcune infrastrutture energetiche nel Golfo Persico hanno determinato sospensioni delle forniture che nell’immediato si sono riflesse principalmente in un marcato aumento delle quotazioni internazionali degli idrocarburi. L’aumento dell’instabilità alimenta, tuttavia, forti incertezze sulla disponibilità futura di materie prime, non solo energetiche”. Così Andrea Brandolini, vice capo dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, in audizione alla Camera presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato, in merito all’attività conoscitiva preliminare all’esame del Documento di finanza pubblica 2026.
“Le conseguenze economiche del conflitto in Medio Oriente – precisa – dipenderanno nel medio termine dalla sua durata, dall’entità dei danni alle infrastrutture e dai tempi necessari a ripristinare le catene di approvvigionamento, oltre che dalla persistenza di maggiori costi di assicurazione di trasporto lungo le rotte che attraversano le aree coinvolte”.
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