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Iran, Brunetta: Multilateralismo unica alternativa alla guerra

“Il multilateralismo è l’unica alternativa al bilateralismo muscolare di Trump, bilateralismo che porta inevitabilmente alla guerra. Oggi, paradossalmente, proprio l’approccio egemonico dell’amministrazione Trump potrebbe condurre, per una sorta di eterogenesi dei fini, alla necessità di far risorgere la cultura, le regole e il ruolo delle Nazioni Unite”. Lo ha dichiarato il presidente del Cnel, Renato Brunetta, intervenendo alla rubrica ‘Rivoluzione in corso’ su Radio Radicale.
“Il Presidente Mattarella, nella sua lectio a Salamanca, ci ha indicato la rotta: il ripudio della guerra come soluzione dei conflitti, salvo la legittima difesa, come nel caso dell’Ucraina, o l’intervento sotto l’egida dell’unico organismo titolato a tutela del diritto internazionale, ovvero l’Onu. Un’organizzazione spesso svilita proprio dalle prassi bilaterali di forza, ma che ora deve ritrovare la sua centralità”.
Secondo Brunetta, l’Europa sta dimostrando una nuova maturità politica: “L’Europa si dimostra matura quando dice di no alla sudditanza verso Trump, che decide unilateralmente la guerra e poi chiede agli alleati di unirsi in maniera subalterna per riaprire lo stretto di Hormuz. Così come hanno fatto bene i ‘volenterosi’, tra cui l’Italia, ad annunciare di voler portare avanti un’operazione di sblocco di Hormuz dopo la sospensione del conflitto, purché ci sia una copertura ONU”.
Analizzando lo scenario regionale, il presidente del CNEL ha poi indicato nel cambiamento di regime a Teheran il perno della pace: “Adesso bisogna portare a termine il processo di liberazione dell’Iran e, con esso, stabilizzare l’intero Medio Oriente e l’intero quadrante, eliminando una volta per tutte il terrorismo. Questo permetterebbe di ritornare agli Accordi di Abramo tra Israele e tutti gli Stati del Golfo. Un Iran libero permetterebbe all’Europa di essere al centro di una fase virtuosa e di sviluppo, anche verso l’India e la Cina, capace di compensare gli squilibri della crisi energetica, dei prezzi e dell’inflazione”.
“In questo scenario — ha concluso Brunetta — anche l’Ucraina ne avrebbe giovamento. Sarebbe molto più difficile per la Russia continuare una guerra folle, in un nuovo clima di stabilizzazione internazionale. Unendo questi passaggi strategici possiamo davvero sperare in una soluzione duratura proprio grazie all’Onu e all’Ue, che restano le più grandi costruzioni democratiche della storia”.

redazione

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