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Iran, Dal Fabbro (Iren): Non solo gas, problemi su urea ed elio

“Lo scenario geoenergetico, con la chiusura dello stretto di Hormuz, rischia di bloccare 120 miliardi di metri cubi all’anno di gas liquefatto dal Qatar a cui si aggiungono 10 miliardi da altre nazioni del Golfo. Prospetticamente mancano 10-15- miliardi di metri cubi al mese. E se la crisi continuasse, sarebbero molti di più”. Lo dice Luca Dal Fabbro, numero uno di Iren e di Utilitalia. in un colloquio con il Corriere della Sera spiega che c’è anche un problema di prezzo: “Sì, c’è il differenziale di prezzo al Ttf di circa 15 megawattora tra il prezzo pagato all’Asia e all’Europa. Il Brent ieri è arrivato a 100 dollari al barile e il gas a quasi il doppio del costo pre-guerra: rischiamo di avere una crisi di volumi e prezzi. Perché la quantità che manca sarà contesa tra europei ed asiatici. Inoltre c’è un altro tema che rinforza la questione dei volumi: gli stoccaggi, che nei prossimi mesi dovremo iniziare a riempire in vista dell’autunno. L’Italia ha al momento un fattore di riempimento del 40%, più alto rispetto alla media Ue del 25-30%. Non siamo a rischio blackout anche perché ci riforniamo di gas dall’Azerbaigian, dalla Norvegia, dalla Libia e con il gnl da Usa e Africa. Il problema di volumi e prezzi sarà però prospettico potenzialmente tra fine anno e inizio inverno se la crisi in Iran dovesse allungarsi”.
Per Dal Fabbro si sta ripetendo il copione visto con la guerra in Ucraina: “Esattamente e non è solo un problema di risorse energetiche. Dallo stretto di Hormuz arriva un quarto di tutto l’elio prodotto al mondo che serve per l’elettromedicale e l’industria dei chip. La carenza di questo gas avrà conseguenze devastanti nell’industria dei semiconduttori, già sotto pressione per l’intelligenza artificiale. Altro tema è la produzione, sempre nella zona del Golfo, di un terzo dell’urea mondiale, fondamentale per i fertilizzanti. Il prezzo stava a 450 dollari a tonnellata ed è già salito a quasi 650 dollari con il rischio di un ulteriore aumento. Durante l’invasione Ucraina queste difficoltà le abbiamo superate, ora dipende dalla durata della crisi”.

redazione

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