“Siamo in una situazione di crisi scatenata dalla guerra tra Israele e Stati Uniti da una parte, contro l’Iran dall’altra. Noi del contingente internazionale e dunque anche gli italiani siamo in mezzo. Dall’inizio delle ostilità, il 28 febbraio scorso, quindi, tutti i soldati del contingente sono a rischio sul territorio iracheno. Comunque siamo preparati, noi soldati siamo attrezzati per salvaguardare le vite umane, che è la cosa più importante”. Lo dice il colonnello Stefano Pizzotti, che comanda il contingente italiano per la missione Prima Parthica a Erbil, in un colloquio con il Corriere della Sera. “Appena viene prospettata una minaccia aerea si procede con l’allarme bunker e si corre ai ricoveri. Noi crediamo di essere stati colpiti da un drone la scorsa notte, la cosa va ancora confermata ufficialmente dagli esperti”, spiega. E ancora. “È certamente il primo drone caduto intero sul nostro campo. Ha provocato danni a infrastrutture e materiali, ma non ci sono persone colpite. Però altri droni sono caduti all’interno del perimetro delle truppe internazionali a Erbil negli scorsi giorni. Questo per dire che i sistemi di difesa funzionano bene, ma non sono infallibili, specie quando arrivano diversi attacchi contemporaneamente”. Pizzotti poi precisa: “È comunque ovvio che i raid delle forze di Teheran e delle milizie filo iraniane in Iraq sono mirati contro gli statunitensi. Non è quindi da escludere che possano anche colpire gli altri contingenti. Noi siamo comunque una forza di coalizione assieme agli statunitensi”.
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